lunedì 30 settembre 2013

La Svizzera vi invita a scoprire i suoi 980 Musei

Grazie ai suoi 980 Musei, la Svizzera ha la più alta densità di musei al mondo. Insieme alle eccellenze nel campo dei musei d’arte, troviamo vari spazi espositivi che sono nati proprio dalla passione per il collezionismo o anche dalla volontà di valorizzare l’unicità del territorio come della stessa cultura Svizzera.

Non potevano mancare le agevolazioni per poter fruire di questa incomparabile ricchezza. Il Passaporto Musei Svizzeri, un biglietto annuale al prezzo di 155 CHF (circa 130 euro), vi da la possibilità di accedere a più di 470 Musei. Anche per i sarà in possesso dello Swiss Pass il biglietto unico integrato per viaggiare su treni, autobus e battelli – avrà l’ingresso è gratis.

La locomotiva in musica al Museo Ferroviario Albula.

Non è il classico museo per “fanatici” di trenini ma anche chi ama il genere non rimarrà deluso da questo spazio espositivo - inaugurato a giugno 2012 a Bergün - per celebrare la linea ferroviaria più spettacolare d’Europa: il Bernina Express. Su oltre 1'300 mq si possono ammirare 600 fra oggetti e documenti originali che ne illustrano la storia centenaria, come le macchine obliteratrici dʼepoca o i picconi usati dagli eroici operai. Punto forte della collezione è la locomotiva “Coccodrillo”, posta allʼingresso, allestita con un simulatore di guida per la gioia dei bambini che possono salire a bordo e giocare al capotreno! Ma il Museo ospita anche delle esposizioni temporanee davvero all’avanguardia. Fino al 28 Febbraio è il turno della performance “My first sonic Lok” dell’artista e musicista sangallese Andy Guhl. Catturando le vibrazioni elettromagnetiche impercettibili di un motore di 65 tonnellate e 2.400 CV, Andy Guhl ha creato un percorso visivo e uditivo da Samedan a Landquart con una rappresentazione inconsueta che abbina lo spettacolo della natura alla tecnologia del suono.

Per informazioni: www.rhb.ch

Museo all’aperto Ballenberg: un tuffo nella quotidianità del passato.

In Svizzera, dagli Anni' 70, non si demoliscono le case contadine, le stalle, i forni per la cottura del pane o   granai… ma li si smantella una pietra dopo l'altra per poi erigerli nuovamente nel Museo all'aperto Ballenberg, vicino a Brienz. Il risultato è un museo etnografico all’aperto con 100 edifici, disseminati su un terreno di 66 ettari, intervallati da campi ed orti coltivati con le tecniche tradizionali, che illustra la cultura contadina e artigiana dei secoli passati. Caso unico in Svizzera, il Ballenberg ospita, inoltre, 250 specie di animali da fattoria, fra cui alcune un tempo a rischio estinzione. Il passato rivive anche grazie al ricco programma di esposizioni e rievocazioni. Il 2013 è dedicato al tema dell’artigianato. Artigiani in carne ed ossa mostrano ai visitatori l’arte dell’intaglio del legno, la tornitura dei vasi, la macinatura, il lavoro del fabbro e tanti altri mestieri, svolti con la strumentazione d’epoca. Chi lo desidera, può mettere alla prova le sue capacità manuali sotto la loro esperta guida.

Per informazioni: www.ballenberg.ch

L’arte del contrabbando al Museo Svizzero delle Dogane.

Gandria è un luogo speciale annidato sul ripido versante del Monte Brè, circondato da castagneti e accarezzato dalle acque del Lago di Lugano. Si distingue per le labirintiche stradine, le ripide scalinate, le corti chiuse e i porticati. Nella località, vietata alla circolazione delle auto, è stato possibile preservare le caratteristiche originarie di molti edifici, come la Cappella di San Rocco, risalente al 1645. Sulla riva del lago opposta a Gandria si trovano gli antichi depositi del villaggio, le Cantine, e la Caserma delle guardie di confine che ospita dal 1949 il Museo svizzero delle Dogane. Noto a livello popolare anche come Museo dei contrabbandieri, illustra le mansioni delle guardie di confine dalla costituzione dello Stato federale del 1848 ad oggi con una particolare attenzione alle tecniche di elusione dei controlli…

Per informazioni: www.zollmuseum.ch

Bourbaki Panorama a Lucerna: la tragedia della guerra in formato circolare.

Soldati morenti ai margini della strada, profughi civili con tutti i loro averi e un'armata che consegna le proprie armi al confine svizzero: il Bourbaki Panorama è contemporaneamente una testimonianza della guerra e dei mezzi di comunicazione. L’opera di Edouard Castres, lunga 112 m e alta 15 m, è uno dei più grandi dipinti circolari, tuttora conservati. Il suo autore, come volontario della Croce Rossa, fu testimone oculare dell’ingresso in Svizzera dell’esercito francese, guidato dal Generale Bourbaki, durante la guerra franco-prussiana che colpì profondamente l’opinione pubblica dell’epoca tanto che diversi giornalisti, scrittori e pittori ne narrarono gli avvenimenti. Oggi si può ammirare nell’omonimo edificio, dal design contemporaneo, che ospita anche biblioteca, cinema, negozi, un ristorante e un centro espositivo per giovani artisti. Come spesso accade in Svizzera la trasformazione dell’edificio preesistente in un centro culturale è stata decisa con un referendum che ha raccolto l’80% dei consensi.

Per informazioni: www.bourbakipanorama.ch

Per maggiori informazioni: www.svizzera.it